Al RomeCamp una delle sessioni si intitolava GAS 2.0. Ho assisito alla presentazione delle quattro ragazze sperando in qualche idea per il mio progetto, ma in questo caso le mie aspettative sono state del tutto disattese.
L’argomento di questo camp era incentrato su come utilizzare i servizi di un GAS senza le “rogne” di appartenenza al GAS.
I Gruppi di Acquisto Solidale pongono l’accento sulla sulla parola solidale, in virtù della necessità di agire in maniera che i propri gesti vadano in qualche modo rivolti verso gli altri. L’importanza dell’appartenenza al gruppo va quindi ricercata in un nuovo modo di gestire gli acquisti.
Troppo facile restare a casa ed attendere.
Entrare nel gas vuol dire arrivare ad una consapevolezza che magari non si ha quando si arriva in una realtà del genere, ma che si deve generare proprio con l’unione di più persone su temi importanti come l’ecologia, l’acquisto a Km 0, la qualità del prodotto. Se non si partecipa alle riunioni, come si può attuare un cambiamento?
Se è difficile entrare in un GAS per problemi logistici, allora preferisco la scelta di alcuni, di utilizzare un servizio come bioexpress, che propone articoli di un certo livello senza utilizzare delle etichette “alla moda” per agevolarsi il lavoro, ma che, invece pone l’accento sul biologico e sul servizio a domicilio in maniera corretta.








